Ma urliamolo a tutti, io sono io! Io sono io, vado bene così, so come fare, so di cosa ho bisogno, so cosa è giusto, so come fare bene il mio lavoro, e cosa dire al mio fidanzato/a, cosa chiedere, cosa voglio e... non mi rompete le scatole.Se ho voglia di dipingermi di rosso il corpo, farmi fotografare seminuda, e dire a tutti in faccia, "si sono strafiga!", lo posso fare. E che cavolo cambierà mai!
Sapete, pensavo fossimo troppo conformisti, i.e. che il problema della società moderna fosse il conformismo, l'aver paura di volare alto. Il temere di essere se stessi, il temer di saper fare cose nuove.
Ma vedo che il problema non è che siamo conformisti, siamo conformati: siamo contenti di essere nelle nostre caselle, nei nostri loculi a lavorare, pagare il mutuo, dire tutti le stesse cose, lamentarci delle stesse cose.
Felici di vivere come ci si aspetta. La domanda è, ma per chi - a favore di chi - facciamo tutta 'sta manfrina?
Non ci sono posti di lavoro? Non importa. Gli ospedali non vanno? E' normale. I treni pendolari sono scassati? Pazienza. I politici rubano o smembrano il corpo dello stato ad uso e consumo personale? C'est la vie. Il mio orticello di lavoro e relazioni deflagra perchè non c'è tessuto, valori condivisi, stabilità economica, senso dell'onore, e senso della morale? Non importa, è così per tutti.
E anche quando si è incazzati c'è un modo corretto di farlo, mica si può fare così "alla tazza di tana": ci si veste col "chiodo", si ascolta musica rock-punkmetal, i capelli devono essere trasandati e lunghi, due tatuaggi aiutano e completano.
Vestiti come Marilyn Manson, si sale in metro o in treno e si fa quietamente quel che la società chiede. Zitti, muti e allineati. Ci si crede fighi. Forti. Diversi! Siamo solo conformati.
A volte siamo più che conformati: spenti.
Cadaveri che camminano.
Ma dire "'sti cazzi" alla società, no?
La vita è una. Alla fine della quale, chi ha vissuto una vita inutile, l'ha vissuta lui e non altri, e non ce ne sarà un'altra di riserva.
Forse bisogna re-imparare a sognare. Reimparare a giocare. Reimparare ad essere se stessi, senza avere paura. Reimparare ad URLARE chi siamo! In modo intelligente.
Come una donna nuda che gioca col proprio corpo, dipingendoselo spudoratamemte di rosso, senza la paura di essere se stessa, senza la paura di urlare "io sono io e lo sono solamente io".
Senza paura di dire: "sono figa, guardatemi".
Ognuno di noi è FIGO a modo proprio. Però siamo come "modelle anoressiche" che non sanno quel che sono, solo che devono essere conformati. Taglia 38. Troppo stretta, ma così vuole la moda. E se non sei nella taglia giusta, sei fuori. E noi tutti siamo felici di pranzare con tre pomodori, e pesare 41 Kg.
Altre modelle invece, mostrano le tette e urlano chi sono.
Se ne fregano. Nude se ne fregano.
'Sti cazzi. Facciamolo anche noi.
Canalis docet


19 commenti:
ci devo riflettere stefano, su questo post, quando ho un attimo ci scrivo su
Attendo sono curioso. Spero che anche la Twiggyssima e Liz la commentino. Sono curioso di sentire il loro intelligentemente ironico commento di blogger "consumate".
Il problema é che anche quando sei te stesso ti ritrovi ad essere conformato senza accorgertene, perché alla fine la gente si conforma a quello che per te é assolutamente naturale.
Esempio stupido. Al liceo la maggior parte delle mie compagne di classe erano delle fighette superficiali e discotecare sempre in tiro, io facevo l'outsider, ascoltavo band indie rock e riciclavo i panni vintage dei miei, al tempo si sarebbe detto molto "grunge". Kurt Cobain si suicida e il grunge diventa un fenomeno di massa e inizi a vedere che le fighette odiose che fino a poco prima ti guardavano come un'appestata si vestono tali e quali a te affermando che loro sono sempre state cosí.
Morale: ogni qual volta un fenomeno si proprone con una certa potenza comunicativa la massa si conforma. Basta surfare la rete e dare un rapido sguardo a blog e social-network, alla fine non é che ci sia tanto di originale. Magari da qualche parte c'é un gruppetto di ragazzini che ci legge e dice:-"guarda questi adulti buontemponi come sono conformisti che giocano a fare gli intellettuali su un blog!"
:)
debbo complimentarmi con elisabeth perchè in definitiva ha ben evidenziato quel "movimento continuo" che anche a me frullava in capo, come risposta al tema, e lo ha esemplificato con efficacia e freschezza
sì, buon stefano, è difficile dire dove finisce il territorio del "noi" e comincia il territorio de "gli altri"
io credo che la cultura nella quale siamo immersi in parte formi il nostro stesso "io", per cui in qualche modo il nostro pensare, il nostro scegliere, è anche eterodiretto senza che possiamo rendercene conto
penso che l'unica scelta possibile sia d'esser sinceri, al limite anche sinceramente imitatori di chi ci piace; per esser chiari, non ritengo vi sia poi questa grande yubris nell'imitare, purchè si scelga che ne so di imitare modelli moralmente positivi
certamente diego è diego, elizabeth è elizabeth, stefano è stefano, tutti personaggi anche interessanti in sè, ma parte integrante del loro mondo e di ciò che hanno visto e appreso
insomma, caro stefano, tu sei un tipo tosto, che richiama spesso alla responsabilità individuale, e ti apprezzo, ma io, sono un pò più pigro e "copione", ahimè
Per non essere o sentirci conformati, dovremmo sopratutto chiederci quale sia il nostro ruolo nella società e se c'è davvero bisogno di averne uno. Se dobbiamo imitare gli "Altri" per non sentirci ghettizzati nella dimostrazione di essere solo noi stessi. Un ragazzino giovane e non attempato come me , come noi che scriviamo su questo blog, non ha la capacità o la forza d'animo di capire e comprendere fino in fondo l'importanza dell'individualismo. I modelli, i simboli sono le uniche cose che richiamano le coscienze all'omologazione, all'essere uguali agli altri, non solo nel pensiero e nelle idee, ma anche nell'aspetto, nell'abbigliamento. SE sei te stesso sei tristemente diverso, nemico di quel "potere" sociale che tiene soggiogato l'essere umano.
Stefàno! Da zero a dieci, ma quanto ti piace la metafora della donna che gioca con la propria nudità dipingendosi il corpo di rosso?!
Io dico che siamo conformati in quanto molto impigriti e "passiveggianti".
Zio Giulio, bè in realtà il post è costruito sulla foto della Giulia Boselli (splendida modella) per la quale ci vorrebbe una liberatoria. Perfetta per due motivi: perchè Giulia non ama le apparenze del mondo della moda quindi capisce il problema del conformismo e della conformità: capisce la schiavitù del voler essere in una taglia 38. E perchè la foto della Boselli (foto che tu conosci, è quella che ha nel suo "book"), dove URLA nuda, il corpo bianco, ricoperta di strisce rosse di vernice, oltre ad essere una bella foto, dice proprio questo: mi piace quel che sono, mi piace giocare, e sono "figa" come un felino a caccia nella savana, mimetizzata da strisce tigrate.
P.S. per la foto attendiamo che "Bose" Boselli si degni di scrivere alla sua fotografa... ? (Boselli se ci sei batti un colpo). ;)
Liz, però non mi riferivo esattamente a quello, cioè al conformismo fatto di fenomeno di massa, che al limite può essere anche salutare. "Mi piace andare in disco perchè lo fanno tutti, bè però almeno socializzo o faccio un sacco di sport ";)
Mi riferisco al fatto che siamo contenti di questa.... roba che ci rifilano. Siamo felici di non avere ambizioni.
Faccio un esempio: crediamo che il problema della politica sia di essere di sinistra (anti berlusconi) o di destra (pro berlusconi).
Il problema è altro, che non siamo pratici, che non ci curiamo del prossimo, che non crediamo al nostro valore, che non ci facciamo più coinvolgere.
Ma... siamo contenti. Andiamo allo stadio (chi ci va), facciamo il tifo e lo chiamiamo "fare sport".
Il problema è che lo sport lo fanno quelli in campo, e in più sono anche pagati. Chi va allo stadio prende solo freddo, e in più paga un biglietto.
Ma siamo felici di questo. Pensiamo che essere tifosi del Milan ci renda sportivi.
E così in tutto. Siamo felici di pagare le tasse senza avere servizi adeguati in cambio
Di prenotare le visite mediche sottobanco per saltare mesi di attesa negli ospedali.
Siamo felici che i treni pendolari facciano pietà.
E' tutto normale secondo le masse.
Siamo conformati.
Carissimo diego ;) io sono una persona che ritengo poco tosta, ma che purtroppo ha dovuto sempre "procedere in avanti" perchè strada indietro non ce n'era più. La mia vita non mi ha mai dato scelte.
Quindi se impari a nuotare per non annegare, poi ti resta dentro qualcosa...il senso anche che... forse ci stanno un po' perculando.
Quel qualcosa a cui richiamo non è solo la responsabilità individuale, ma l'idea che il singolo conti.
La forza del singolo. O come piace dire agli americani, il fatto che una persona sola può fare la differenza.
Come persone siamo interessanti anche quando siamo conformisti, lo siamo meno quando ci adeguiamo, i.e. quando siamo conformati, quando decidiamo che una mela al giorno è più che sufficiente per vivere "perchè così ci hanno spiegato" e non perchè così abbiamo deciso noi...
Se non ci stupiamo più dell'ingisutizie (piccine o grandi), allora siamo proprio conformati alla taglia 38 per entrae nel vestito dello stilista di turno.
Si può essere una taglia 38 per scelta, per natura. Non perchè così crediamo sia meglio. Conformisti, ma non conformati. Intelligenti.
Bè Chiara rovescerei solo una piccola parte del tuo discorso. "Se sei te stesso sei FELICEMENTE diverso".
Non siamo semplicemente conformisti, che è in parte inevitabile. Siamo assuefatti. E contenti di esserlo.
Lo dico, ho buttato la TV due anni fa e vivo felicemente senza. Mica rubo o distruggo la società. Ma la TV oggi è tremenda: è noiosa, piatta, conformata. Perchè guardarla?
Chi mi impedisce di ascoltare la radio, vedere quel che mi interessa via internet e leggere le notizie sui giornali/o sul web?
Qui la TV non c'entra, è solo un esempio. E' quello che mi sentivo di fare e l'ho fatto, senza danneggiare nessuno, senza rinunciare al mio piccolo conformismo. Semplicemente evito le cose stupide che sono evitabili. E chiedo rispetto per la mia intelligenza.
La domanda è perchè le persone ritengono che essere (veramente) se stesse renda infelici...?
@diego P.S. tu sei un esempio di persona non conformata: felice di essere se stesso, mi pare, che pensa, e costruttiva. E infatti le persone ti rispettano, le cose che dici sono assolutamente tue, intelligenti, e apprezzate... Essere se stessi dovrebbe essere la cosa più semplice del mondo... ma ... ?
Perchè dunque le persone - in generale - ritengono che essere se stessi renda infelici?
Perche' la gente pensa che essere se' stessi renda infelici? Perche' il conformismo e' una coperta di Linus in cui le persone bene o male si nascondono, essere uguali a tutti gli altri richiede meno fatica. Se sei furbo puoi usarlo per fare leva su quelli piu' deboli e fargli fare cio' che vuoi, se sei debole puoi sempre nasconderti nel gruppo.
A pochi piace fare gli outsider, a tutti piace essere nel gruppo di quelli popolari. Anni fa' il tutto era estremizzato in una serie televisiva di Ryan Murphy intitolata appunto Popular, dove veniva messo in luce l'apetto grottesco del conformismo e della popolarita'.
Molti potrebbero essere se' stessi, solo che essere se' stessi richiede anche di stare bene con se' stessi e se ci ricordiamo come era essere adolescenti non e' una cosa semplice. Tanto piu' quando se stai bene con te stesso chi ti sta' intorno, ad esempio i genitori, ti assillano chiedendosi perche' non sei come gli altri.
Al di la' di tutto io sono felice del non essere come gli altri.
E per finire l'angolo della cattiveria. Sulla figona senza veli taglia 38, voglio vedere quanto dura la fase anticonformista, mi sa' che lo dobbiamo chiedere al suo curatore di immagine e al suo manager.
P.S.: il canle youtube di Diego e' spettacolare, la prossima volta che sono bloccata a Spezia causa ritardo dei treni vado a vedere se il suo amico libraio esiste davvero
Esiste sicuro il librario di diego... Ma mi sono perso questo dettaglio credo. Quale libraio? ;)
La taglia 38 è una metafora per dire, siamo pronti a tutto per essere conformati. "Ma sai quanto è figo essere modella, devi essere felice di esserlo" quindi. Essere felici di essere sè stessi "it is not enough", non basta.
Se vuoi fare la "modella taglia 46" non sei mica normale sai. Se vuoi essere diverso, devi vestire punk, mica puoi parlare di libri in un videoblog. Questo è il msg generale. Devi fare quello che ti si dice, mica devi pensare. Scherzi! Pensare con la tua testa! Mmmm....!
Lo dico, ho cominciato a 29 anni gli studi universitari: 5 anni di studi + 3 per il dottorato. 3 anni anni di specializzazione tecnica tra triennale e specialistica. Mentre lavoravo.
Il leitmotiv è sempre stato, ma sei troppo old... Insomma volevo fare "la modella taglia 46".
Ho sempre raggiunto il massimo dei voti, laura con lode, pubblicato, ho sempre fatto la differenza nel mio team di lavoro, sono un team leader sensato e motivante, un ottimo docente di aula (i mie corsi, elettivi sono sempre troppo pieni), sono considerato un professionista che sa il fatto suo, e un buon ricercatore. Sounded.
Chi me l'ha detto di fare così? Nessuno. Credo solo che la formazione culturale sia un valore, credo nel capire. Volevo fare quel che credevo giusto.
E' così' difficile, Liz? A me non pare, mi sembra più difficile il contrario, essere qualcosa che non si è, non si vuole essere, non si stima positivo essere.
Ma la taglia 38 piace.
sì stefano il mio amico libraio, protagonista di 5 o 6 video artigianali dei miei, esiste, e lavora nella libreria dove sono girati i video
detto questo, da quel che scrivi, emerge anche una biografia personale comunque interessante, giacchè gli studi non erano "scontati", e quindi li hai affrontati con una volontà autonoma molto forte; mi sovviene un mio amico che si è laureato in filosofia lavorando tutti e giorni e facendo pure il cameriere l'estate, per pagare libri e tutto il resto; comunque sia, sono esempi da ammirare, c'è poco da dire
però è chiaro che anche chi non fa cose così "grandi" almeno nelle piccole, nelle quotidiane, dovrebbe cercare di essere autonomo e indipendente e determinato nelle proprie scelte
certo, il rischio di tanta gente che si lascia andare nel fiume e si e no galleggia, c'è
Si é sempre attratti da quello che apparentemente appare piú facile, succede e non credo sia totalmente legato ai messiggi inviatici dai media é il classico modo di essere degli italiani, universamelmente con tante doti, ma poi cadono sempre nella faciloneria, nell'arrangiarsi ecc... Tanto che se uno si fá in 4 appare come un caso.
Un giorno voglio la biografia di stefano a puntate
La mia biografia è lunga, anzi breve... ;)
Italiani con tante doti, è uno di quei "luoghi comuni" che ho sempre mal tollerato. Di solito si riferisce ad una visione tipo scugnizzo che si arrabatta...o i film alla DeSica e Boldi.
Diciamo che gli Italiani non hanno voglia di lavorare, amano quindi una società corporativista, farraginosa, statalizzata perchè così si può parlare di lavorare, anzichè lavorare.
Ma poi guarda che risultati.
L'Italia va rifondata, moralmente e strutturalmente: al momento emergono i faciloni e gli immorali. E morale intenderei non che gli uomini non vanno a donnine, ma che ci si concentri sulle cose concrete, sul senso di responsabilità sociale: sul far funzionare le cose.
Caro Stefano P., mi dispiace deluderti ma la splendida modella a cui ti sei ispirato per il post altri non è che elisabetta canalis e non la Giulia Boselli di cui parli. ti consiglio di verificare le fonti la prossima volta, per non prendere cantonate=)se provi a salvare la foto, vedrai che si saqlva col nome di elisabetta canalis. potrei anche mostrarti l'articolo da cui è tratta, ma non so come si postano le foto=)
Ciao!
Caro anonymous, mi sfugge dove ci sia scritto nel post che quella è Giulia Boselli...?! E' la canalis in una sua foto molto nota-
Ma visto che citi la boselli, se ti interessa un po' di anedottica, il post si ispirava ad una foto di Giulia, non pbblica, scattata da un amica fotografa - come scritto nei commenti.
Non posso usare quella foto per il post perchè coperta da copy e io sono pigro.
Comunque, fa piacere questa attenzione spasmodica ai dettagli
Attenzione un po' contorta, ma esistente. ;)
oooops! beh allora errore mio! =)
Posta un commento