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lunedì 12 aprile 2010

Awareness test. La vita è preziosa, attenti se siete alla guida.

Campagna ad effetto, del servizio trasporti di Londra a favore dei ciclisti, per capire se siamo realmente così attenti e concentrati - come pensiamo - quando guidiamo.
E' un test serio.
Quanti passaggi di palla effettua, la squadra vestita di bianco?
Notate anche che cosa succede dopo?

9 commenti:

angie ha detto...

è vero, concentrandosi sfugge, e ne so qualcosa! anni fa mi investirono: i vigili raccolsero la testimonianza di un autista, alla quale non mi permisero di accedere (per paura di ritorsioni) se non facendone fare richiesta al tribunale da parte di un avvocato; nel frattempo la bicicletta era stata portata ai mezzi incidentati, e potei riscattarla solo pagandone la rimozione dalla strada e il relativo deposito (costo totale maggiore del suo valore)... inutile dire che, vittima della strada, ancora adesso non so a chi dire grazie!

Stefano P. ha detto...

Lasciamo perdere. Argomento sensitivo. Io in auto in rotonda a 40 km/h sono stato letteralmente colpito da un tizio che in moto ha pensato di sorpassare a sinistra (sgasando a 110) e uscire a destra senza usare frecce, senza segnalare, e in un unica soluzione. Credo pensasse di poter attraversare il mio paraurti, per magia. Fortuna niente di grave.
Ma stesso problema poi che ha raccontato tu...
No comment.

Stefano P. ha detto...

E... che ne pensi di Wim Wenders? ;)

angie ha detto...

Wim Wenders?
mi sono guardata "Fino alla fine del mondo" in VO coi sottotitoli... se non è passione!
ma de "Il cielo sopra Berlino" la mia scena è questa.

Stefano P. ha detto...

"Bis die Ende der welt."
Quello è il film dove Otto canta in pseudoitaliano, a scuarciagola, in bicicletta, funiculì funiculà...

Tornando a Il Cielo sopra Berlino, sono interessanti le parole di Wenders stesso:
"Berlino è divisa come il nostro mondo, è scissa come il nostro tempo, è separata come lo sono uomini e donne, giovani e anziani, poveri e ricchi, è frantumata come ciascuna nostra esperienza.
[...]
La mia storia parla di Berlino non perché sia ambientata qui, ma semplicemente perché non potrebbe essere ambientata in nessun altrove.
Il film si intitolerà: IL CIELO SOPRA BERLINO, essendo il cielo, oltre al passato ovviamente, l'unico elemento comune alle due città contenute in questa città. Quasi a dire: 'Solo il cielo sa...' se ci sarà un futuro comune a entrambe." (Spagnoletti - Töteberg, 1989 : 146, 147)."

"C'era una volta e sempre ci sarà" Perchè ti piace proprio questa scena, forse la più densa filosoficamente...?

angie ha detto...

di "Bis ans Ende der Welt" quella scena non la ricordo (ma, dopo, ho picchiato la testa!)

"C'era una volta e dunque ci sarà" (che pignola che sono):
mi piace l'immagine di fusione uomo/donna, di creazione esentata però dal concepimento...

Stefano P. ha detto...

Creazione "esentata" dal concepimento... c'è un concetto qua che mi sfugge credo.
Creazione esente da "concepimento fisico"?

A proposito di creazione, perchè l'uomo si è stupito per secoli dei fulmini, del mare, dei tifoni, delle stelle, del sole, e non del fatto che la donna "concepisce" e l'uomo no.

Troppo fisico? Troppo poco marketing? ;)

angie ha detto...

- Creazione esente da "concepimento fisico"? - Sì, l'ho capita così, perchè lui dice:
"io ero in lei e lei era intorno a me... chi al mondo può dire d'essere mai stato insieme a un altro essere umano? io SONO insieme; nessun bimbo mortale è stato concepito, ma un'immagine mortale, comune... l'immagine che abbiamo creato sarà l'immagine che accompagnerà la mia morte: in quest'immagine avrò vissuto!"
Bon! invece, per l'altro quesito:

"La Bibbia non dice come vada il cielo, ma come si vada in cielo."
(Galileo Galilei)

in compenso nella Genesi alla donna si dice:
"Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà"...
su questa base non si è ritenuto dover tanto discernere! (sono ironica, naturalmente).

Stefano P. ha detto...

la Bibbia dipinge miti, e fornisce spiegazioni simboliche a modo suo.

L'immagine mortale comune è un espressione criptica.
Il bello del creare è nella sua essenza fisica però.

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