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lunedì 3 maggio 2010

La Democrazia esiste? Il popolo è sovrano?

Esiste il marketing del pensiero, i soldi, il controllo dei poteri (Magistratura, Giornali, TV, Università, Moneta, Ospedali, Amministrazione Pubblica), poi esiste questa "teoria" della Democrazia a cui facciamo finta di credere tutti quanti, o a cui effettivamente crediamo. Esiste un sistema, che prende il nome di democratico, in cui tutti dovremmo nascere con gli stessi diritti. Questo sistema è come un motore a uranio e carbone, venduto per ecologico: non funziona come scritto nel libretto delle istruzioni (la Costituzione).

Siamo in una dittatura mascherata? Non siamo certo nel 1924 ai tempi del MinCulPop, o nel 1936 a Berlino. La propaganda però non cambia mestiere, si fa più raffinata e più adeguata ai sistemi democratici. La mia domanda è: davvero crediamo che la democrazia esiste? Forse esisteva ed è andata perduta?

Il controllo delle TV, tanti soldi, un accurato marketing professionale ed esteso (che richiede TV e soldi), che sia adeguato comunicativamente e mirato, assicurano il governo. Il resto - una volta alla testa del paese - fornisce il controllo. Qui come negli Stati Uniti. Non è un problema locale. "Quarto Potere" è un vecchio film americano, dopottutto.

Continuiamo a credere al mito "popolare" della democrazia? Al concetto del popolo sovrano (sono parole Costituzionali)? A volte non capisco la differenza tra noi e i Cinesi. Sarebbe tanto diversa la mia vita a Pechino?

Democrazia sarà quando le persone intelligenti e utili al paese riusciranno ad emergere dalla massa dei cortigiani e dei retorici. O Popolo sovrano significa altro?

(vedi anche: Germania uscite dall'Euro. No, usciteci voi. )

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Liz risponde:

Non so come sarebbe la tua vita a Pechino e neppure credo che buona parte della gente si faccia imbambolare dalla tv (principale mia passione, prima di internet), ma la gente vota e sceglie i propri rappresentanti di pancia.

A nessuno interessa molto che al governo ci sia un uomo di cultura media, che non sa distinguere fra Unione Sovietica e Russia odierna e che inviti Putin a fare seminari all' "Universitá della Libertá" (parlerá della libertá del KGB???), ma gli interessa che fra cerimonie e propaganda intanto quello abbia spuntato un prezzo basso sulle forniture energitiche perché se il prossimo inverno fa freddo continuo a pagare poco la bolletta del gas.

Altra cosa, non capisco perché la gente si stupisce che gli operai che sgobbano tutto il giorno votino la Lega; semplicemente non si sono piú sentiti tutelati dalle sinistre. La gente comune vuole tornare a casa curarsi il proprio giardino, non trovare pseudocrimanli che ciondolano tutto il giorno a fare non si sa cosa, vogliono che le proprie tasse divengano servizi, che gli insolventi paghino e non gliene frega niente di pacs/dico/coppie-di-fatto o di tollerare situazioni di pericolosa illegalitá (vedi caduta di Cofferati per gli sgomberi a Bologna) perché é piú semplice non porsi i problemi che risolverli.

Insomma ci sarebbero tanti ambiti da considerare. Sinceramente credo che demonizzare la Lega vada di moda (vedi comune di Adro), che pochi siano davvero secessionisti, e che chi lo sia lo sia piú per cupidigia. La storia dell'unitá nazionale, l'essere italiani é una cosa importante, sono valori che non ci vengono insegnati a scuola perché sarebbe "fascista", cose che nella tanto strana America sono date per scontate.

Parlare di secessione ora come ora é come dire che nel '15/'18 solo i soldati del nord dovevano andare in guerra perché erano i loro i confini a rischio.
Ma in fondo siamo in Italia e come diceva ieri Donna Assunta Almirante "finirá a tarallucci e vino".

7 commenti:

Chiara Taormina ha detto...

Una volta qualcuno disse:" a volte bisogna essere al seguito per poter guidare". Credo che a noi "POPOLO SOVRANO" sia rimasta solo l'illusione di decidere. IL potere è nelle mani di chi elegge il popolo, ma i politici sono più in grado di fare davverol'interesse di chi si aspetta cambiamenti che non avvengono mai? Penso di no e quindi dove sta la democrazia?

Elisabeth ha detto...

Visto che sono citata nel post apro la discussione con una provocazione di "Destra": la veritá é che di Democrazia ce ne é troppa e questo ce ne limita la percezione.
Bisognerebbe avere un sistema che applichi condizioni egualitarie in partenza per poi tramutarsi in meritocratico, ma tutto questo non sarebbe possibile senza opportune leggi che limitino la libertá di una parte per dare una possibilitá ad un'altra parte rendendo il tutto indemocratico.

Una cosa buffa che mi capita spesso vivendo in Toscana é sentire, in periodo lettorale, le persone lamentarsi della non democraticitá della nostra legge elttorale. Poi scopri che Calderoli ha solo preso la legge lettorale della regione Toscana e la ha estesa a livello nazionale, perché era quella che assicurava governi stabili. Ovviamente alle scorse regionali qui nessuno si lamentava.

Stefano P. ha detto...

Mi riallacciavo al post del 25 aprile dove mi pare tu abbia toccato dei punti importanti, spesso ignorati, ma percepiti come tali da molti: perchè non rifarsi ai fatti quando si governa o si fa opposizione, perchè la sinistra non si concentra sulle cose, meno sull'essere chiacchiere e principi? C'è una base di pregiudizio in questo?

I principi sono la base di tutto, innegabilmente, ma devono essere coerenti coi comportamenti e seguiti da fatti. Il Papa attuale è stato accusato di coprire le malefatte di certi preti. Le direttive attuali della Santa Sede per i Vescovi sono: "denunciare alla magistratura". Ieri un prete è stato denunciato dal suo Vescovo. Principi seguiti da fatti.

Aggiungerei sul piatto che appellarsi a principi astratti - un fatto tipico della sinistra - mai seguiti da fatti reali, mi sembra l'altra parte di quel gioco "violiamo il senso della democrazia", che citavo in questo post.

Chi ha potere mediatico, o parlamentare e politico, lo usa per dirigere il gioco: lo fa andando in TV con gli effetti speciali - alla Bush o alla Berlusconi. O andando sui giornali con la maschera dei principi belli ma non applicabili, e mai applicati, come fa certa sinistra.

Penso che la democrazia invece nasca dal perseguire fatti concreti. Come dicevo altre volte, la democrazia è lo strumento principe per fare emergere quello che non funziona nella struttura della Polis, nei rapporti tra cittadini, nelle esigenze della città-stato: governare fare politica significa risolvere i problemi che emergono. Ma non si fa.

Mi sembra che esista una Questione Italiana. La mancanza di pragmatismo, l'eccesso di formalismo vuoto e astratto.

Elisabeth ha detto...

Si e io rispondo fra un post e l'altro :D

Dai lanciamo una campagna in rete per promuovere Cacciari a Leader del PD, vediamo se funziona e facciamo le scarpe ai V[iola] (che sono un po come i Vs televisivi).

Divento seria. L'ideale sarebbe un governo di tecnici. Fuori i politici ciarlieri e lasciamo tutto in mano a gente pagata solo per risolvere i problemi. Nei workgroup ingegneristici c'é il cosídetto "uomo delle decisioni" che seguendo passo passo l'andamento dei lavori prende ad ogni step i pezzi dei sottoistemi, li amalgama e decide che strada debba prendere il progetto.
Delle volte mi viene da pensare: diamo le chiavi del regno a Tremonti dicendogli dai i soldi solo a chi se li merita e che se li faccia bastare. Ma non solo facciamo le cose serie e rivediamo le retribuzioni di chi sta al governo.

Mi sento un indecisa di destra (nel senso che da quando ho il diritto di voto non lo ho mai esercitato perché non c'era nessuno per cui valesse la pena di votare: voglio il maggioritario secco) che fá utopia di sinistra.

Stefano P. ha detto...

Mi contraddirò da solo, io non credo nella ingegneria sociale. Il Berlusconismo è ingegneria sociale: soldi, marketing, conoscenza dei gusti della gente, e fascino sociale.

Farei un passo indietro, è un problema precedente, più semplice e più alla base. Io penso che se sei un medico, non puoi curare il paziente ed ammazzarlo. Se sei un politico, di sinistra o di destra, non puoi dire "il pragmatismo non mi riguarda".

Quando parlo di Questione Italiana, intendo dovremmo scegliere a destra o a sinistra, ma a partire da una base comune: i problemi sono sul piatto e vanno risolti.
Vedo invece due approcci "arriva l'uomo della provvidenza", e ciascuno ha il proprio. O i principi sono tutto, ma nessuno è senza peccato: quindi ogni politico è indegno, nella prassi.
A destra impera l'uomo che risolve, a sinistra impera l'evanescenza.

Cacciari, va bene. Vado bene anche io. Va bene anche D'Alema o Berlusconi. Va bene, basta che si mettano i piedi per terra...

Vincenzo Di Maio's Blog ha detto...

Citazione da un libro di Jean Jacques Rousseau di fine '700:
- Una vera democrazia non è mai esistita e mai esisterà. E' contro l'ordine naturale che il grande numero governi e che il piccolo sia governato. [..Le condizioni necessarie per la democrazia sono piccole dimensioni, grande semplicità di costumi, eguaglianza di condizioni e poco o niente lusso. In pratica,] se ci fosse un popolo di dèi, si governerebbe democraticamente. Ma un governo così perfetto non è fatto per gli uomini. (Jean-Jacques Rousseau)

Stefano P. ha detto...

Bè Vincenzo, molto appropriata come citaziona. Certo Russeau doveva aver letto Platone. Platone definisce la democrazia il governo degli incompetenti,dove bisogna ascoltare il parere di qualsiasi stolto e dove ciascuno pensa solo a se stesso.

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