
Nell'immaginario collettivo, Disney occupa un posto un po' particolare.
Con i suoi personaggi stilizzati, prevedibili, ripetitivi e caratterialmente semplici, come si conviene ad un fumetto per bimbi piccoli, non pare sempre un esempio di originalità e brillantezza, solo di tranquilla e confortevole "prevedibilità". Un po' come il buon vecchio Mike Bongiorno, rassicurante perchè ripetitivo , prevedibile, e un po' "instupidito" (cfr. Apocalittici ed Integrati, U.Eco, 1964).
Eppure esiste un altro Disney, quello originale del 1940 (allora vivente e in ascesa), i cui personaggi pur nella loro semplicità portano un carico di umanità e spessore, e anche di simpatia, che forse oggi appare un po' appannata dai suoi stessi clichè.
Potremmo citare il Topolino di Floyd Gottfredson, o i "Paperi" di Carl Barks, ma preferisco riportare qui un'opera "diretta" dalla mano stessa di Walt Disney: Fantasia, il primo Cartone Animato "còlto" della cinematografia mondiale (musica diretta da Stokowsky, Philadelphia Orchestra, 1940): il capolavoro di W.Disney, che fu accolto abbastanza freddamente dal pubblico di allora, cosa che mise quasi in ginocchio l'impresa economica di W.Disney.
Si dice che proprio a causa di questo imprevisto "dissesto finanziario", W.Disney indignato decise in seguito di dare agli Americani "esattamente quello che chiedevano": stereotipi, stilemi già noti, e rassicuranti banalità. Leggende, ovviamente. Con un pizzico di verità, forse.
Buona visione.


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