
Chiuso MegaUpload/Video da parte dell'FBI, dopo un'operazione internazionale che coinvolge anche Germania e HongKong. Il proprietario Kim Schmitz rischia fino a 50 anni di carcere. La chiusura è doverosa. Molti internauti, piangono però la perdita di una fonte di video gratuita. Giustamente?
E' nota ormai a tutti la chiusura dei siti "megaupload" e "megavideo" che contengono, si ritiene, una delle più grandi base dati di video e informazioni coperte da copyright e detenute senza permesso.
In aperta violazione al diritto d'autore questi siti non solo forniscono l'accesso ai dati in tempo reale, come in un sistema di video on demand, il che non sarebbe male per se, il punto è chiedono dei soldi (per l'accesso illimitato) quindi sfruttano commercialmente il lavoro di altri. E questo è male, anzi è un reato. E' una patente e colossale violazione del diritto d'autore, secondo le accuse. Si ritiene che circa 150 milioni di persone siano iscritte (pagando) al sito Megaupload/video.
Interessante è che la chiusura avvenga a 24 ore dalla protesta/sciopero di siti seri e leciti, come Wikipedia, contro il SOPA/PIPA: un emendamento della camera dei rappresentanti americana contro la pirateria. Wikipedia ha protestato contro il SOPA (chiudendo il proprio sito per 24 ore), dicendo sostanzialmente "con la scusa del copyright ci si vuole tappare la bocca". Ma chi ha ragione? L'amministrazione Obama, si è dichiarata sostanzialmente contraria al SOPA, così come formulato ora.
Interessante è anche che l'amministratore delegato di Mega sia Swizz Beaz, il marito di Alicia Keys, esso stesso musicista e produttore. Una contraddizione in termini, quasi.
Il diritto alla libera informazione è sacrosanto, come il riconoscimento al proprio lavoro intellettuale (parlo di musica e film, ad esempio). Ancora una volta, Internet ci mostra che certi temi per quanto in astratto siano molto chiari, nel concreto tocchino punti scottanti, e siano gestiti in modo poco brillante e cristallino, a volte.
Ricorderanno, alcuni, l'analogo caso Napster, che risale a circa 10 anni fa. "Servizio" con finalità simili, più orientato alla musica (erano altri tempi, non esisteva ADSL e i video sono più esigenti in termini di ampiezza di banda) fu chiuso per ragioni identiche, violazione del diritto d'autore. La chiusura di Napster fece fiorire i cosidetti sistemi di file sharing "peer to peer", senza server centrale, come il famigerato e-Mule per intenderci, e il suo fratello gemello Torrent.
Me lo vedo il dialogo tra un giornalista e l'agente che ha arrestato i responsabili di Mega.
"Come mai ci sono voluti anni prima di chiudere il sito, agente? Come mai proprio ora?"
"Bè... non avevamo ancora finito di scaricarli tutti i film, al Bureau."


4 commenti:
Non entro nel merito del caso Megaupload, condivido tutto il post. Ma in generale ho l'impressione che ci sia un vero scollamento tra il vecchio copyright e la nuova realtà. Viene decantata la tutela dei diritti, pensando di tutelare gli autori. Vi invito a parlare con gli autori, per scoprire che odiano la SIAE più di qualsiasi pirata che scarica gratis. Fra l'altro il conteggio dei danni solitamente è viziato dal fatto che le copie scaricate vengano considerati come altrettanti acquisti mancati e non viene mai considerato il ritorno pubblicitario delle copie pirata diffuse.
Dietro la scusa di tutelare il diritto d'autore si celano vari abusi e vessazioni: come la tassa sui supporti vergini (tassa pagata in "previsione" di una copia illegale) o come la tassa sui diritti fonografici, le cui motivazioni mi risultano veramente misteriose.
Vorrei segnalare il servizio "Copyzero", per tutti gli autori che si vogliono tutelare senza essere spennati preventivamente dalla Siae.(http://it.wikipedia.org/wiki/Copyzero).
Invece di inasprire le leggi e le pene, ci sarebbe bisogno di una revisione totale della legislazione in questo campo.
Spero di non essere andata troppo OT.
Ciao
Cristina
Ciao Cristina.
La SIAE è assurda, concordo e farragginosa...( Copyzero non è una marca, una tassa?)
Sicuramente la legislazione va modificata e andrebbe modificato il modo di condividere i contenuti. Ma serve anche una maggiore serietà nel difenderli i diritti di autore. Non si può apsettare 5 anni per intervenire su una violazione evidente, come in questo caso... :/
Quello che mi stupisce è la percezione. Tutti hanno visto la chiusura di MegaVideo come una cosa "strana". Non si percepisce che megavideo non è proprietaria dei film che "distribuisce". E si fa pagare. C'è sicuramente un buco logico e sociale, da qualche parte.
Come dice Giulius, se uno fuma sotto un cartello "divieto di fumare", gli si fa una multa. Se ci fumano 100 persone al minuto che si fa? diventa "sano" fumare?
Errata, lo diceva Marco (ometto i cognomi per privacy) non Giulius. Il concetto non cambia. :)
Copyzero è un sistema che per tutelare il diritto d'autore senza versare soldi alla SIAE (sopratutto quando un autore non percepisce compensi dalla propria opera, ma vuole comunque registrarne la paternità).
Megaupload è un sistema illegale, e sono d'accordo su tutto, anche sul fatto che 5 anni per chiuderlo siano uno sproposito. Rimane il fatto che le leggi al riguardo siano scollate dalla realtà.
Se tanti fumano sotto il cartello vietato fumare, forse è il cartello nel posto sbagliato?
Ciao
Cristina
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