Il prossimo sfidante nella guerra dei social network? Secondo il New York Times sarà Tumblr. Il sito, sconosciuto ai più in Italia, non è certo una novità ed è molto apprezzato negli Stati Uniti.
Quello che è nuovo - e piace agli utenti - è il tipo di comunicazione che Tumblr offre: si tratta di una sorta di microblog al quale si possono aggiungere molti contenuti come video, foto, immagini, link esterni, citazioni e molto altro. Una specie di Twitter "potenziato", quindi. La differenza sostanziale sta proprio in questo: mentre altri social network si basano sui contributi degli utenti, i mesaggi di stato o i famosi "tweets", Tumblr permette di costruire "collage" di informazioni per esprimere concetti, sentimenti, stati d'animo e altro.
Perchè quindi il New York Times ha puntato gli occhi su Tumblr?
Tanto per cominciare è appena entrato nei 50 siti web più visitati negli Usa, in secondo luogo Tumblr vanta numeri notevoli, anche se non paragonabili a quelli dei colossi Facebook e Twitter: 4,5 milioni di post al giorno, 6 milioni di iscritti, 25 mila nuovi account ogni giorno e fino a 1,5 miliardi di pagine viste al mese. E il tutto è sempre stato in rapida espansione dal 2007, anno del lancio del social network. Raggiante - e non poteva essere altrimenti - anche il fondatore di Tumblr, il 24enne David Karp, che non poteva che dimostrare il proprio entusiasmo con un post: "Ce l'abbiamo fatta", ha commentato via Tumblr alla notizia dell'inclusione fra i 50 siti più visitati in Usa.
Facebook e Twitter devono sentirsi minacciati? Non ancora. In futuro, però, Tumblr potrebbe seriamente impensierire i due social network più usati al mondo. A dimostrazione di ciò è arrivato un'annuncio da Twitter: a breve verrà dato più spazio a foto, video e altri contenuti. Perché alle persone, evidentemente, 140 caratteri non bastano più.
Questo nuovo modo di essere "social" ha fatto breccia nella stampa americana, tanto che alcune testate hanno avviato iniziative su Tumblr. Newsweek sul sito tumblr offre una selezione dei propri articoli, suddivisi per argomento e importanza: il tutto con un registro più colloquiale. Sulla scia di Newsweek sono arrivati anche il New Yorker e Pro Publica, l'organizzazione non profit di reporter premiata con il premio Pulitzer. Molte altre realtà nell'ambito dell'editoria e della comunicazione stanno passando o sono già passate al sito di microblogging emergente.
Perchè quindi il New York Times ha puntato gli occhi su Tumblr?
Tanto per cominciare è appena entrato nei 50 siti web più visitati negli Usa, in secondo luogo Tumblr vanta numeri notevoli, anche se non paragonabili a quelli dei colossi Facebook e Twitter: 4,5 milioni di post al giorno, 6 milioni di iscritti, 25 mila nuovi account ogni giorno e fino a 1,5 miliardi di pagine viste al mese. E il tutto è sempre stato in rapida espansione dal 2007, anno del lancio del social network. Raggiante - e non poteva essere altrimenti - anche il fondatore di Tumblr, il 24enne David Karp, che non poteva che dimostrare il proprio entusiasmo con un post: "Ce l'abbiamo fatta", ha commentato via Tumblr alla notizia dell'inclusione fra i 50 siti più visitati in Usa.
Facebook e Twitter devono sentirsi minacciati? Non ancora. In futuro, però, Tumblr potrebbe seriamente impensierire i due social network più usati al mondo. A dimostrazione di ciò è arrivato un'annuncio da Twitter: a breve verrà dato più spazio a foto, video e altri contenuti. Perché alle persone, evidentemente, 140 caratteri non bastano più.


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